A Natale porta in tavola i tropici

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Il consumo di frutta esotica è in costante aumento nel nostro Paese, e i fruttivendoli ne hanno a disposizione una scelta molto ampia ogni mese dell’anno.
Si tratta di prodotti apprezzati per il loro gusto molto particolare e aromatico, adatti a tantissime preparazioni, ma che bisogna imparare a conoscere bene per non andare incontro a delusioni.

Seguendo i semplici consigli di Bicarbonato Solvay® non avrai però difficoltà a scegliere quelli più maturi e saporiti, e a pulirli e prepararli nel migliore dei modi.


Un centrotavola diverso

Un bel cesto pieno di frutti colorati e profumati può essere un magnifico centrotavola per dare un tocco “tropical” al tuo pranzo di Natale, ma non dimenticarti di lavare prima ogni frutto con acqua e bicarbonato, anche quelli che sono poi da sbucciare. La frutta esotica ha comunque affrontato un lungo viaggio per arrivare in Italia, raccogliendo impurità e batteri che per maggiore sicurezza vanno eliminati prima di qualunque utilizzo.

Con Bicarbonato Solvay® inoltre otterrai grandi risultati dal punto di vista “estetico”, accentuando e valorizzando i colori brillanti e vivaci dei diversi frutti: puoi lasciarli a bagno una decina di minuti in una bacinella d’acqua con un cucchiaio di bicarbonato,oppure sfregare con le mani una pasta di acqua e bicarbonato direttamente su quelli con la buccia più resistente, come ad esempio i manghi. Poi in ogni caso risciacquali e asciugali bene con un panno prima di comporre il cesto. Il risultato sarà “splendente”.

 

N.B. Per un risultato ancora migliore puoi usare Bicarbonato Frutta&Verdura in microgranuli, studiato apposta proprio per una maggiore efficacia nel lavaggio di frutta e verdura.

 

Consigli per gli acquisti

Tieni presente che la frutta esotica in vendita in Italia è sempre di stagione, perché i Paesi di provenienza cambiano in base alle stagioni, o perché in alcuni casi la produzione è costante nel corso dell’anno.Comunque sia, da noi arrivano prodotti freschi, non esattamentea chilometro zero, ma comunque generalmente di ottima qualità e coltivati nel rispetto dell’ambiente.

Per essere più sicuri meglio orientarsi su quelli che dispongono di certificazioni di sostenibilità, o meglio ancora biologici.

Vediamo come scegliere al meglio tra le varietà più buone e “scenografiche”.

 

Mango

Coltivato principalmente in Brasile e Perù, ha una polpa gialla molto dolce e aromatica, ricoperta da una buccia liscia che può andare dal verde al rosso violaceo, passando per tutte le tonalità del giallo e dell’arancio. Vanno scelti i frutti con la buccia lucida ed elastica, e che al tatto risultano leggermente cedevoli.

 

Pitaya

Chiamato anche Dragon Fruit per il suo curioso aspetto “crestato”, questo frutto in due varietà – giallo o rosso – arriva dalla Thailandia e ha una polpa bianca dal gusto dolce e delicato che ricorda il fico d’india. Vanno scelti i frutti piuttosto sodi ma non troppo duri, evitando quelli di aspetto avvizzito, perché troppo maturi.

 

Carambola
Conosciuta come Star Fruit proprio per la sua curiosa forma a stella che la rende perfetta per le preparazioni natalizie, la carambola è originaria di India e Sud-Est Asiatico e ha un gusto leggermente aspro che ricorda la mela. Vanno scelti i frutti di consistenza soda, di un bel giallo intenso e uniforme senza macchie scure, in particolare alle estremità.
Molto importante il lavaggio con il bicarbonato, perché questi frutti hanno una buccia troppo sottile per essere rimossa.

 

Papaya

Dalla caratteristica forma simile a una grossa pera, la Papaya proviene da Sudamerica e Africa, e ha una polpa morbida e pastosa dal sapore dolce e aromatico. La varietà migliore è quella africana, chiamata Solo, che va scelta quando la buccia è di colore giallo intenso e puntinata di rosso, senza ammaccature o macchie.

 

Tamarillo

Frutto “scoperto” piuttosto recentemente, oggi coltivato anche in Italia, oltre che in tutta l’area subtropicale, simile a un piccolo uovo con buccia liscia e rossa e un lungo picciolo.

La polpa è compatta e acidula, e contiene piccoli semi come quelli del pomodoro.

Vanno scelti i frutti con buccia lucida e priva di rugosità. Per sbucciarlo facilmente va immerso qualche secondo in acqua bollente.

 

La ricetta: Arcobaleno tropicale
Un’idea allegra e semplicissima da realizzare per il fine pasto di Natale, o come intervallo “digestivo” tra una portata e l’altra, è una macedonia tropicale monodose presentata nella pitaya tagliata a metà per il lungo e svuotata dalla polpa.
Puoi usare i frutti tropicali descritti sopra, magari con l’aggiunta del kiwi, per un tocco di colore in più. Taglia tutto a cubetti piccoli, condisci con succo di limone e poco zucchero e riempi la buccia vuota della pitaya, come fosse una piccola ciotola.

Una “stella” di carambola sopra di tutto renderà tutto più natalizio.Editorial content, it can include tables, illustrations, links... Be concise (200/400 words/ page or 3/4 paragraphs).    
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